Eroina

Che cos’è
L’eroina è una sostanza stupefacente ottenuta elaborando chimicamente la morfina e si ricava dai semi di certe varietà di papaveri. Essa si presenta come una polvere finissima o granulare di colore bianco o marrone, o come sostanza nera e appiccicosa chiamata “gomma” o “catrame nero”. La maggior parte dell’eroina venduta per strada è “tagliata” con altre droghe o con sostanze come lo zucchero, l’amido, il latte in polvere o il chinino, ma può anche essere tagliata con stricnina o altri veleni.
Essa può essere iniettata, inalata o fumata. Subito dopo l’assunzione produce una potente euforia che svanisce dopo pochi minuti per lasciare posto ad uno stato di rilassamento in cui sembrano svanire ansie e dolori.

Effetti
Gli effetti a breve termine sono:
intenso piacere detto flash (senso improvviso di euforia, benessere e calore)
assenza di ogni preoccupazione e tendenza all’apatia
rallentamento dell’ideazione e del linguaggio
disorganizzazione del pensiero
stato di sonnolenza e movimento rallentato
scarsa percezione della realtà
forte egocentrismo
diminuzione della funzione cardiaca
riduzione della funzione respiratoria
nausea, vomito
intenso prurito

Rischi
L’eroina induce subito una forte dipendenza dato che arriva al cervello molto rapidamente e genera l’assuefazione dell’organismo alla sostanza: l’organismo si abitua alla sua presenza e gli effetti fisiologici e psicologici diminuiscono a parità di dose. Così l’assuntore è costretto a continue somministrazioni che, se interrotte o diminuite bruscamente, generano i sintomi della sindrome d’astinenza.
L’eroina diventa allora una persecuzione e il tossicodipendente deve assolutamente “farsi”, non per star bene, ma per non stare male e il piacere dell’inizio è andato perduto. Così, tutta la giornata dell’eroinomane è regolata dalla costante ricerca della “roba” e non c’è niente che abbia più importanza.
La sindrome d’astinenza può presentarsi anche dopo poche ore dall’ultima volta che si è usata la droga.

Tra i suoi sintomi ci sono:
dolori a muscoli ed ossa
mancanza d’appetito
inquietudine
insonnia
nausea, vomito e diarrea
pelle d’oca
ansia e irritabilità,
sudorazione intensa
crampi, soprattutto alle gambe

L’uso cronico di eroina comporta conseguenze mediche quali: vene cicatrizzate o collassate, tracce di buchi vecchi e nuovi, ascessi, gonfiore e arrossamento di cute e mucose, dolori muscolari alla schiena e alle gambe, malattie epatiche e renali, complicazioni ai polmoni. Ovviamente, la condivisione delle siringhe può comportare malattie infettive quali: epatite B e C, AIDS ed una varietà di altri virus trasmessi attraverso il sangue che poi i drogati possono passare ai loro partner sessuali ed ai loro figli.

L’overdose consiste in una assunzione eccessiva della sostanza. I suoi sintomi principali sono: perdita di coscienza, pupille a spillo, colorito bluastro, respiro molto rallentato.
In tal caso bisogna chiamare l’ambulanza o portare direttamente il soggetto al pronto soccorso. Il farmaco utilizzato per l’overdose è il Narcan che spesso risolve la situazione rapidamente.

La disintossicazione consiste nell’eliminazione graduale dall’organismo della sostanza da cui si è dipendenti e nel superamento della sintomatologia da astinenza. Essa è una fase di passaggio ed è utile solo se accompagnata da un trattamento a lungo termine.

Il metadone è un farmaco sostitutivo i cui effetti sono simili all’eroina e viene utilizzato nei trattamenti farmacologici della dipendenza. Prescritto adeguatamente non è intossicante o sedativo e quindi non interferisce con le normali attività quotidiane. Esso si assume per via orale ed è in grado di sopprimere i sintomi dell’astinenza per una durata che va dalle 24 alle 36 ore, quindi i pazienti necessitano di una sola somministrazione giornaliera, al contrario dell’eroina che deve essere assunta più volte nell’arco della giornata. Il metadone è un farmaco sicuro anche con un utilizzo superiore a 10 anni e dovrebbe essere associato a terapie comportamentali, comunità od altri servizi di appoggio. Se assunto in eccesso o in combinazione con altri oppiacei, a tranquillanti ed ipnotici, ad alcol diventa pericoloso dato che produce un potenziamento degli effetti indesiderati, sia del metadone, che delle altre sostanze e, nell’assunzione fortemente in eccesso si può avere collasso cardio-circolatorio, arresto cardiaco, morte.