Alcol

Cos’è?
Gli alcoolici, presenti in varie forme in tutte le culture del nostro pianeta, vengono bevuti o utilizzati per preparare piatti e pietanze, e sono parte integrante della nostra, cultura della nostra economia e della nostra storia, a tal punto che ci è difficile considerare l’alcol una droga, alla stregua di Eroina e Cocaina. In realtà in Italia l’abuso di alcolici provoca più di 17.000 morti ogni anno (per patologie degenerative, suicidi e incidenti stradali) e risulta per questo essere una delle sostanze più pericolose attualmente disponibili (seconda solo al tabacco, che di morti ne fa più di 50.000 ogni anno…). La vendita, il possesso e il consumo di alcol sono legali; mentre la legge sanziona i comportamenti molesti e la guida in stato di ebbrezza (con alcolemia superiore a 0,5 mg/l in Italia, approssimativamente l’equivalente di 1-2 bicchieri di vino).
L’alcool, risultante dalla fermentazione di zuccheri o amidi vegetali, è una sostanza che inizialmente produce sensazioni esilaranti e stimolanti; in realtà provoca una depressione del Sistema Nervoso Centrale, ritardando le reazioni (coordinazione motoria) e influendo sul funzionamento del cervello (capacità percettive e cognitive). Sostanzialmente i prodotti alcolici si dividono in due categorie: i fermentati (che derivano da frutti, piante o cereali e che subiscono un processo naturale di fermentazione dovuto all’azione di microrganismi, es. vino, birre, sidro) e i distillati (preparati fermentati che, tramite il processo di distillazione e il calore, perdono parte dell’acqua che contengono, e quindi diventano più “concentrati” es. grappe, whisky). Normalmente una bevanda distillata possiede una gradazione (cioè una percentuale di ) più alta di una fermentata.
L’alcool viene assorbito dalle mucose dello stomaco, attraverso la digestione, ed essendo idrosolubile (cioè sciogliendosi nell’acqua) si stempera nel sangue; attraverso il flusso sanguigno raggiunge il cervello dove “attiva” i suoi effetti. In linea di massima gli effetti sopravvengono dopo poco tempo dall’ingestione (5-10 minuti), ma questo tempo può variare in base a diversi fattori (se si è affaticati o no, se si è già a stomaco pieno o no, etc…). In generale la quantità assunta è un fattore molto importante, in quanto l’alcol è una sostanza dagli effetti fortemente dose-dipendenti: più se ne assume più gli effetti saranno intensi e duraturi (insieme agli effetti non desiderati…).

Effetti
In linea di massima gli effetti degli alcolici sono conosciuti più o meno da chiunque, e un uso moderato (in termini di quantità e di frequenza del consumo) non costituisce una fonte di rischio. Riassumendo:
senso di relax e di leggerezza fisica e mentale;
aumento della confidenza e fiducia in se stessi;
aumento della capacità comunicativa e di socializzazione;
perdita progressiva delle inibizioni;
facilità al riso e senso di allegria;
allontanamento temporaneo dai propri problemi;
diminuzione del senso di timore, ansia e paura.

Effetti non desiderati
L’abuso di alcool può causare effetti molto negativi:
produce sgradevolissime sindromi gastro-intestinali (nausea, vertigini, vomito, etc…);
facilita l’insorgenza di comportamenti aggressivi e violenti (con un forte aumento della probabilità di scatenare alterchi e risse, o di rimanervi coinvolti);
incide progressivamente sulla capacità di coordinazione motoria (gambe, occhio-mano, etc…), intorpidisce i sensi e incide negativamente sulle capacità verbali;
provoca problemi di percezione sensoriale (visione doppia, alterazione del senso della distanza e della velocità e del senso di spazio e tempo)
aumenta il senso di depressione e tristezza (specialmente quando si è già depressi o tristi prima di cominciare a bere..);
provoca la cancellazione temporanea (e in alcuni casi anche permanente) di ricordi e memorie.
L’ingestione di una forte quantità di alcool in poco tempo può provocare una vera e propria overdose, con conseguenze che possono portare al coma etilico e alla morte per arresto cardio-respiratorio. L’abuso di alcolici, a medio-lungo termine, ha una pesantissima ripercussione sull’organismo, in particolare sul fegato, sul cuore e sugli organi coinvolti nella digestione; questo può portare a patologie irreversibili e mortali (tumori, cirrosi, carcinoma epatico, etc…). L’uso prolungato nel tempo crea una dipendenza fisica (alcoolismo) al pari di droghe considerate per questo più pesanti, come l’eroina e la cocaina.

Guida e uso di macchinari
E’ estremamente rischioso, per se e per gli altri, guidare qualsiasi veicolo sotto l’effetto di alcolici. Studi della BMW hanno rilevato come normalmente il tempo di reazione medio ad un pericolo si aggira intorno a 1 secondo (vuol dire che, in automobile, da quando si percepisce il pericolo a quando si inizia a frenare, passa circa 0,7 – 1 sec.). Due bicchieri da tavola di vino rosso fanno raddoppiare questo tempo, mentre tre o quattro bicchieri possono allungarlo anche di 4 volte e al tempo stesso aumentano sensibilmente la probabilità di commettere errori di guida. 1 o 2 secondi in più o in meno possono sembrare poco, ma in realtà un veicolo che sta viaggiando a 90 km/h. in 1 solo secondo compie 25 metri!
I problemi di coordinazione psico-motoria rendono quindi molto pericoloso operare macchinari, o svolgere attività lavorative rischiose, sotto l’effetto di alcolici.

L’alcol e il sesso
Uno degli effetti caratteristici del consumo di è la progressiva perdita di inibizioni: ci si sente maggiormente comunicativi, più coraggiosi e anche… più sexy. In realtà sesso e alcol non vanno molto d’accordo: dopo gli effetti iniziali, l’alcool riduce la circolazione sanguigna restringendo le vene e le arterie, e questo può provocare difficoltà di erezione nei maschi. È dimostrato inoltre che l’abuso di protratto nel tempo produce impotenza (che in caso di grande abuso, diventa cronica). Un rischio particolare, sotto l’effetto disinibente di alcoolici, è quello di dimenticare completamente le norme di protezione in caso di rapporto sessuale occasionale: il preservativo è l’unico strumento efficace di protezione dalle malattie a trasmissione sessuale (AIDS per prima). Ubriachi o no, tenetene conto.

Alcol e medicinali
I medicinali normalmente sono progettati per essere assorbiti dall’organismo in un certo lasso di tempo. L’alcol interferisce in questo processo, oltre che alterare la capacità di metabolizzazione del fegato; per questo motivo è assolutamente sconsigliata l’assunzione contemporanea di qualsiasi farmaco con alcolici. Le conseguenze possono essere molto gravi e possono anche condurre alla morte per avvelenamento.
Overdose(con altri depressori del Sistema Nervoso Centrale)
L’alcool è una sostanza che agisce deprimendo e rallentando le funzioni del Sistema Nervoso Centrale (SNC). Per questo motivo è molto pericoloso assumere alcol insieme con altre sostanze che hanno simili effetti di depressione sul SNC perché gli effetti delle diverse sostanze si sommano (alcuni esempi sono: l’Eroina e tutti gli Oppiacei, le Benzodiazepine, i Barbiturici, la Ketamina, il GHB e i tranquillanti in genere). Questo può portare ad un rallentamento delle funzioni vitali, che nei casi più gravi può anche condurre alla morte per arresto cardio-respiratorio. Assolutamente da evitare il mix di alcol con ecstasy, anfetamine, efedrina e metamfetamine in genere: poiché aumenta la temperatura, la disidratazione e la perdita di sali, aumentando il rischio di collassi e svenimenti improvvisi.

Lab57 Bologna

Allucinogeni

Cosa sono
Gli allucinogeni sono sostanze, di origine naturale o semi sintetica, che provocano delle allucinazioni (distorsioni profonde nella percezione della realtà). Sotto il loro effetto l’individuo vede immagini, sente suoni e prova sensazioni tattili che non corrispondono alla realtà. Queste sostanze, infatti, cambiando la percezione sensoriale e quella spazio-temporale, impediscono al soggetto di distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è.
Gli allucinogeni agiscono interferendo nelle interazioni fra cellule nervose ed il neurotrasmettitore serotonina che è distribuito in tutto il cervello e nel midollo spinale. Allucinogeni naturali erano utilizzati in passato nelle cerimonie religiose delle popolazioni del Messico e dell’America Centrale. I sacerdoti messicani pensavano che il loro utilizzo permettesse di entrare in contatto con gli dei e portasse all’acquisizione di poteri magici e curativi.
L’LSD è considerato l’allucinogeno tipico e, all’interno di questa categoria, è quello che viene maggiormente utilizzato. Esso è un prodotto di sintesi che viene commercializzato sottoforma di pillole, francobolli o zollette di zucchero; compare sul mercato con diversi tagli (anfetamine, ecstasy, stricnina) che influenzano notevolmente i suoi effetti. Anche se non esistono veri e propri effetti stabili, poiché l’esperienza è del tutto soggettiva e imprevedibile c’è una reazione tossica comune a tutti gli allucinogeni: il viaggio (trip). Esso è una reazione ansiosa acuta simile ad un episodio schizofrenico acuto che ha un effetto che dura dalle 4 alle 12 ore, ma che può prolungarsi per giorni o mesi. Gli allucinogeni, infatti, sono liposolubili e rimangono nei depositi adiposi per diverso tempo dopo l’assunzione. I viaggio (trip) può essere piacevole (good trip), ma anche angosciante (bad trip). L’LSD agisce come uno specchio interiore che permette di esplorare zone sconosciute della personalità.

Effetti
Gli effetti più notevoli di questa droga riguardano le emozioni e i sensi. Si può verificare un fenomeno, chiamato sinestesia, in cui le percezioni sensoriali si mescolano e alla persona sembra di udire o sentire i colori e vedere i suoni.
La persona può anche avere la sensazione che il tempo passi molto lentamente o che il corpo stia cambiando forma; le allucinazioni, infatti, distorcono forme e movimenti.

Gli effetti, quindi, sono: – confusione percettiva e cognitiva – impossibilità a compiere le azioni banali e di routine – perdita del senso del tempo – difficoltà a distinguere tra reale e immaginario – forti sensazioni e immagini di benessere e o beatitudine – attacchi di panico – cambiamenti d’umore – sinestesie – allucinazioni visive – ondate ricorrenti di fenomeni percettivi – vertigini, debolezza e sonnolenza – ipervigilanza e riflessi muscolari iperattivi – nausea, sudorazione e tremori – tensione interna che trae sollievo da risate o pianto

Per quanto riguarda gli effetti a lungo termine, essi sono essenzialmente due: la “psicosi persistente” e il “disturbo persistente della percezione da allucinogeno” (HPPD), noto come “flashback”.
La psicosi è una distorsione o disgregazione della capacità della persona di riconoscere la realtà, pensare in modo razionale, comunicare con gli altri. Personalità fragili e vulnerabili possono rimanere gravemente squilibrate per moltissimo tempo e possono arrivare a danneggiare l’equilibrio psichico in modo permanente. Alcuni consumatori, infatti, riportano effetti psicologici devastanti che permangono dopo che il trip è finito e che producono uno stato simile ad un disturbo psicotico di lunga durata.
I “flashbacks” sono, invece, episodi in cui il soggetto rivive il viaggio e le distorsioni sensoriali originariamente prodotte dall’LSD. Quest’esperienza include sia le allucinazioni, ma soprattutto disturbi visivi, come ad esempio vedere bagliori brillanti o colorati, o aloni attaccati agli oggetti in movimento. Questi episodi possono verificarsi per anni anche dopo che il soggetto ha smesso di usare la droga.

Rischi
L’intossicazione acuta da allucinogeni si presenta con alcuni sintomi: – panico – fobie – euforia – paranoia – pianto o risate compulsive – ipervigilanza – debolezza – ansia intensa

In questi casi l’intervento più opportuno è portare gli interessati in ospedale. In genere i pazienti possono diventare violenti a qualsiasi stimolo, in questi casi: – ridurre gli stimoli al minimo – lasciare la persona da sola per quanto possibile – rassicurare costantemente la persona – orientare la persona a tempo, spazio e piano di trattamento – se richiesto portare familiari o amici o musica – identificare e spiegare le allucinazioni del soggetto. Non contraddirlo

La tolleranza per l’LSD è di breve durata e finisce se il soggetto smette di assumere la droga per diversi giorni. Se viene interrotto l’uso cronico non si verificano i sintomi dell’astinenza.

Anfetamine

Cosa sono
L’amfetamina è una droga sintetizzata chimicamente, viene spesso venduta sotto il nome di speed e si assume per via orale anche perché le sostanze di taglio, se inalate, sono irritanti per le mucose. Essa è una sostanza psico-stimolante e agisce su alcune sostanze del cervello che regolano l’umore, il sonno e l’appetito.

Effetti
I suoi effetti, che iniziano tra i 15 e i 25 minuti dopo la sua assunzione, sono: – aumento della frequenza respiratoria e del battito cardiaco – ipertensione – aumento della capacità di attenzione e vigilanza – perdita dell’appetito – facilità di parola – sensazioni di energia, potenza, sicurezza – accelerazione delle percezioni – riduzione del bisogno di dormire

Rischi
Dopo l’uso di amfetamine che, come detto, agiscono in modo da farci sentire forti, potenti e decisi, segue uno stato di depressione e stanchezza. Si può allora arrivare ad assumere nuova amfetamina per sentirsi di nuovo carichi, ma poi si comincia ad essere ossessionati dalla mancanza di sonno, si diventa sospettosi e si arriva ad uno stato di confusione mentale caratterizzato da depressione e aggressività.
Un uso cronico di amfetamine comporta:
irritabilità
insonnia
aggressività
grave dipendenza psichica con possibilità di sviluppare psicosi paranoide
disturbi dell’umore
sintomi depressivi
isolamento
facilità a diventare poli-abusatori per combattere aspetti quali l’insonnia
L’abuso di amfetamine provoca dipendenza, ma ben presto l’organismo sviluppa tolleranza ad alcuni effetti piacevoli della sostanza, come quelli che creano euforia, e si è quindi costretti ad aumentare la dose.

I sintomi dell’astinenza, che compaiono dopo un uso prolungato di alte dosi, iniziano entro 24 ore dall’ultima assunzione e raggiungono la massima intensità in 2-4 giorni. Possono persistere anche per alcuni mesi. Questi sintomi sono: – affaticamento generale – disturbi del sonno – irritabilità – depressione – disturbi paranoici
ideazione suicida

L’overdose può portare al coma, convulsioni fino alla morte. Tra i suoi sintomi ci sono: – tremori muscolari – confusione mentale – psicosi – convulsioni – collasso cardio-circolatorio – delirio paranoide

Cannabis

Cos’è
Comprende marijuana (miscela di foglie, fiori e steli della canapa indiana) e hascisch (resina della cannabis, estratta soprattutto dal polline dei fiori).
Attualmente è la sostanza più diffusa tra gli adolescenti, che la fumano in sigarette arrotolate e speciali pipe (chilum) o la utilizzano per confezionare dolci e infusi.
Se inalata col fumo gli effetti iniziano in pochi secondi, con un effetto massimo dopo circa trenta minuti, e durano due o tre ore. I danni all’apparato respiratorio sono paragonabili a quelli causati dal tabacco con la differenza che i danni di una canna corrispondono a quelli di quattro sigarette.
Se ingerita, gli effetti iniziano dopo 45 minuti se a stomaco vuoto oppure 2 ore se a stomaco pieno, e durano dalle sei alle dodici ore.
Gli effetti soggettivi dipendono da dose e via d’assunzione, età, metabolismo e abitudini dell’assuntore, contemporanea assunzione di altre sostanze psicotrope, dal contesto ambientale e psicologico dell’individuo in generale e al momento dell’assunzione, dallo scopo dell’assunzione.
La cannabis provoca un’intensificazione della percezione dei rapporti con gli altri, ma ha un effetto disintegrante sui rapporti formali e gerarchici che vengono mal sopportati. Sebbene non sia stata dimostrata con certezza l’esistenza di una sindrome a-motivazionale, è certo che si rischia di non valorizzare o gustare la vita da “regolari” e di cercare di vivere i momenti ricreativi sempre “fumati”.

Effetti a breve termine: – aumento della sensazione di fame – vasodilatazione, irritazione congiuntivale (occhi arrossati) – tachicardia – mal di testa – senso di pesantezza – mancanza di coordinamento e di equilibrio – tempo di reazione aumentato – tosse – aumento di gusto, olfatto, udito – intense percezioni tattili, visive, sociali – vivacità della percezione dei ricordi – senso di dilatazione del tempo trascorso – loquacità – rilassamento e benessere – euforia, disinibizione – stato di debolezza – irritabilità – manie di persecuzioni e piccole paranoie – incoerenza tematica del linguaggio – disturbi grossolani della struttura dell’ideazione – confusione, ansia e depressione – attacchi di panico, paura delle malattie – disorientamento

Cocaina

Cos’è
La cocaina viene estratta dalle foglie di Erytroxylon Coca mediante l’utilizzo di solventi (kerosene e benzene) e “tagliata” con varie sostanze (lattosio, glucosio, mannite, talco, chinino, stricnina). Si presenta, nella maggior parte dei casi, come una polvere cristallina, bianca e inodore.
Viene assunta sniffandola, fumandola o iniettandola in vena. Agisce in pochi minuti se è inalata; immediatamente se è fumata o iniettata in vena.

Il crack viene ottenuto aggiungendo ammoniaca ad una soluzione acquosa di cocaina; si presenta sotto forma di cristalli che una volta fumati producono effetti immediati molto potenti che diminuiscono fino ad esaurirsi nel giro di 10 minuti. Il crack, raggiungendo rapidamente concentrazioni elevate nel sangue, è più tossico della cocaina.

Effetti
La cocaina è uno stimolante del sistema nervoso centrale e viene ricercata per i suoi effetti di eccitazione e disinibizione: – euforia, sensazione di benessere – aumento di sicurezza e fiducia nelle proprie possibilità – voglia di parlare, muoversi e camminare – sensazione di essere “giusti” – aumento del desiderio sessuale, inibizione dell’eiaculazione – aumento dell’attenzione – riduzione della sensazione di fatica

A questi effetti “piacevoli” se ne possono associare altri più spiacevoli: – broncospasmo e iperventilazione – costrizione vascolare, aritmie cardiache e collasso cardio-circolatorio – gastrite, stitichezza – nausea, vomito, inappetenza – tremori muscolari – cefalee – sudorazione, brividi – ritenzione urinaria – alterazione della capacità di giudizio – allucinazioni visive, uditive o tattili – comportamenti aggressivi

Rischi
Dopo l’uso segue uno stato di “down” caratterizzato da ansia, depressione, irritabilità, insonnia che spinge il consumatore ad assumere nuovamente la droga, ma ad ogni successiva assunzione gli effetti positivi tendono a diminuire per cui il consumatore assume la cocaina sempre più frequentemente e in dosi sempre maggiori nel tentativo di ritrovare gli stessi effetti. Questo innesca un circolo vizioso che porta ad un aumento degli effetti negativi fino ad una vera e propria psicosi paranoide: il soggetto si sente ossessionato, è convinto di essere spiato, perseguitato, il tono dell’umore è depressivo, possono svilupparsi allucinazioni e comportamenti bizzarri e aggressivi che spesso portano all’arresto o al ricovero in un reparto di psichiatria. Frequenti sono gli attacchi di panico ed uno stato di profonda depressione spesso con idee di suicidio che può perdurare anche alcune settimane dopo l’ultima assunzione. Altrettanto gravi sono i danni fisici da abuso di cocaina con lesioni irreversibili al cervello ed al cuore.
Volendo elencarle in maniera schematica, possiamo così riassumere le conseguenze dell’uso cronico: – perdita di peso – riduzione dell’udito, mancanza di gusto e olfatto – riniti, sinusiti, ulcerazioni nasali, setto nasale perforato – bronchiti, arresto respiratorio – ipertensione arteriosa, infarto cardiaco – convulsioni – ictus cerebrale – attacchi di panico, depressione con idee di suicidio – paranoina, allucinazioni, comportamenti aggressivi verso di sé o gli altri

Ai rischi dell’uso cronico vanno aggiunti quelli difficili da prevedere ed a volte molto gravi derivanti dalle sostanze tossiche utilizzate per tagliare la cocaina, nonché le complicanze infettive che spesso sono ignorate dai consumatori: tirare la cocaina mettendo in comune il “cannello” può determinare la trasmissione di malattie che si trasmettono col sangue come le epatiti.

La cocaina è quindi una droga estremamente dannosa e, contrariamente a quanto si crede, può creare rapidamente dipendenza.
Questo non significa che utilizzare una volta la cocaina porti necessariamente ad una dipendenza, infatti solo un terzo di coloro che provano la cocaina diventa dipendente; ma non è possibile per chi la prova prevedere se sarà tra coloro che riusciranno a limitarsi non sviluppando la dipendenza.
Oltre al “down” che compare immediatamente terminato l’effetto di ogni assunzione, si ha una vera e propria sindrome di astinenza che dura fino a cinque settimane dall’ultima assunzione ed è caratterizzata da desiderio intenso di assumere nuovamente la sostanza (craving), sbalzi d’umore, sonnolenza, stanchezza, stato di confusione, ansia, depressione, aumento dell’appetito, disturbi addominali. Attualmente non esiste nessun farmaco specifico per il trattamento della dipendenza da cocaina e ciò rende difficoltoso il superamento di questo stato ed il raggiungimento della totale astensione dalla sostanza.

Intossicazione acuta (overdose)
L’assunzione di dosi elevate di cocaina determina inizialmente una stimolazione del sistema nervoso centrale seguita rapidamente da una depressione di questo che causa paralisi muscolare, depressione respiratoria, coma e morte.

Coca e alcool
L’associazione di alcool e cocaina porta alla formazione all’interno dell’organismo di una sostanza etanol-cocaina, che è molto potente e che ha effetti propri indipendenti da quelli della cocaina e dell’alcool.

Ecstasy

Che cos’è
Farmacologicamente l’ecstasy è MDMA (anche se oggi l’etichetta “ecstasy” ingloba un gruppo di molecole con effetti molto simili: MDA, MDEA, MBDB), un derivato dell’amfetamina che agisce sul cervello modificando alcuni neurotrasmettitori (serotonina, noradrenalina e dopamina) con conseguenti alterazioni dell’umore e delle percezioni corporee.
Non si può mai sapere quanta MDMA c’è in una pastiglia. Spesso è miscelata con altre amfetamine. In alcuni casi si sono riscontarti tagli con LSD, amfetamine, morfina; gli effetti dei tagli sono imprevedibili. Nel prodotto spesso sono presenti prodotti tossici, il più importante dei quali è il piombo e frequente è l’avvelenamento da piombo. Oltre ai metalli pesanti l’MDMA può contenere diversi contaminanti organici, che possono costituire fino al 30% dei prodotto finale.
Se assunta per via orale, gli effetti si manifestano dopo 30-40 minuti e durano in genere 4-6 ore.

Effetti
Gli effetti dell’ecstasy sono soggettivi e risentono molto dell’ambiente in cui viene assunta. In genere vengono descritti come una sensazione di pace e gioia diffuse; il quotidiano si trasforma in una dimensione affascinante e interessante. Si prova sintonia con l’altro, rimozione delle barriere emotive e comunicative, facilità di parola, intensificazione delle percezioni sensoriali.
L’ecstasy è tossica per il sistema nervoso con danni provvisori o permanenti alla produzione di serotonina (neurotrasmettitore che regola il sonno e l’umore). In alcune ricerche si è riscontrata una perdita parziale di neuroni serotoninergici che sembra essere irreversibile. In esperimenti condotti su ratti, cavie e primati non umani, sono emerse evidenze a sostegno della ipotesi di un possibile danno anatomico sia a livello del sistema serotoninergico, che a livello di quello dopaminergico.
Alcuni consumatori riferiscono forti depressioni dopo l’esperienza con casi di pulsioni aggressive verso gli altri o contro se stessi, fino ad arrivare, in qualche caso, al suicidio.

Effetti:
intensificazioni sensoriali
alterazioni dell’umore
maggiore sensibilità verso le proprie emozioni
aumento del sentimento di intimità con gli altri
euforia, fiducia, spensieratezza
affabilità, felicità, accondiscendenza
apertura mentale e loquacità
alterazione della percezione del tempo
diminuzione delle difese e della paura
alterazioni della percezione visiva
aumento della coscienza delle emozioni
diminuzione dell’aggressività
aumento dell’espressione verbale
consapevolezza di ricordi precedentemente inconsci
diminuzione di ossessioni, impulsività, compulsività, ansia
aumento della libido

Effetti collaterali a breve termine:
l’ecstasy provoca un sensibile aumento della pressione sanguigna e pertanto può provocare danni a persone con problemi cardiaci, renali o epatici o con pressione alta
aumento della frequenza cardiaca
sono segnalate morti improvvise di persone che consumavano contemporaneamente a farmaci antidepressivi contenenti MAO inibitori.
si segnalano disturbi e aggravamenti dello stato di salute in persone con asma, diabete, epilessia, psicosi
perdita dell’appetito, insonnia
bocca arida
tensione della mascella e digrignamento dei denti
accessi di caldo e di freddo
sudorazione, mani sudate
scarsa concentrazione
desiderio di urinare
irrequietezza motoria
riduzione del giudizio. A causa della sensazione di sicurezza che queste sostanze inducono, spesso il consumatore tende a compiere azioni “a rischio” (ad es. incidenti stradali legati all’elevata velocità ed alla minor capacità di valutazione delle distanze e del pericolo)

Effetti dell’abuso cronico:
ansia, panico, irritabilità
psicosi croniche di tipo paranoideo
flashback
depressione grave
turbe della memoria
inversione dei ritmo sonno veglia
perdita di peso

Intossicazione acuta:
tachicardia
sudorazione eccessiva
capogiri, svenimenti
irrequietezza
crampi
attacchi di panico

Se si verificano questi effetti il soggetto deve sedersi, rilassarsi, bere acqua o succhi di frutta; se i sintomi non scompaiono o si hanno svenimenti e/o disturbi visivi ricorrere al più resto ad un soccorso medico.
Precauzioni da seguire per gli assuntori:
1. È fondamentale sapere cosa si sta assumendo
2. Bere molto e frequentemente acqua e succhi di frutta, riposarsi più di quanto sembri necessario. Vestirsi con abiti ampi e comodi per favorire la sudorazione
3. Le alterazioni serotoniniche possono essere ridotte se, nei giorni successivi all’assunzione di MDMA, si assumeranno antiossidanti, vitamina C e selenio
4. Mantenere e condurre uno stile di vita sano, mangiare cibo sano, bilanciato e con molta frutta e verdure. Dormire
5. Prima dell’assunzione mangiare e assicurarsi di essere riposati. Urinare molto durante e dopo l’assunzione
6. È consigliato assumere basse quantità della sostanza
7. Non mischiare ecstasy con altre sostanze. La combinazione può produrre effetti indesiderati
8. Non guidare automezzi

Eroina

Che cos’è
L’eroina è una sostanza stupefacente ottenuta elaborando chimicamente la morfina e si ricava dai semi di certe varietà di papaveri. Essa si presenta come una polvere finissima o granulare di colore bianco o marrone, o come sostanza nera e appiccicosa chiamata “gomma” o “catrame nero”. La maggior parte dell’eroina venduta per strada è “tagliata” con altre droghe o con sostanze come lo zucchero, l’amido, il latte in polvere o il chinino, ma può anche essere tagliata con stricnina o altri veleni.
Essa può essere iniettata, inalata o fumata. Subito dopo l’assunzione produce una potente euforia che svanisce dopo pochi minuti per lasciare posto ad uno stato di rilassamento in cui sembrano svanire ansie e dolori.

Effetti
Gli effetti a breve termine sono:
intenso piacere detto flash (senso improvviso di euforia, benessere e calore)
assenza di ogni preoccupazione e tendenza all’apatia
rallentamento dell’ideazione e del linguaggio
disorganizzazione del pensiero
stato di sonnolenza e movimento rallentato
scarsa percezione della realtà
forte egocentrismo
diminuzione della funzione cardiaca
riduzione della funzione respiratoria
nausea, vomito
intenso prurito

Rischi
L’eroina induce subito una forte dipendenza dato che arriva al cervello molto rapidamente e genera l’assuefazione dell’organismo alla sostanza: l’organismo si abitua alla sua presenza e gli effetti fisiologici e psicologici diminuiscono a parità di dose. Così l’assuntore è costretto a continue somministrazioni che, se interrotte o diminuite bruscamente, generano i sintomi della sindrome d’astinenza.
L’eroina diventa allora una persecuzione e il tossicodipendente deve assolutamente “farsi”, non per star bene, ma per non stare male e il piacere dell’inizio è andato perduto. Così, tutta la giornata dell’eroinomane è regolata dalla costante ricerca della “roba” e non c’è niente che abbia più importanza.
La sindrome d’astinenza può presentarsi anche dopo poche ore dall’ultima volta che si è usata la droga.

Tra i suoi sintomi ci sono:
dolori a muscoli ed ossa
mancanza d’appetito
inquietudine
insonnia
nausea, vomito e diarrea
pelle d’oca
ansia e irritabilità,
sudorazione intensa
crampi, soprattutto alle gambe

L’uso cronico di eroina comporta conseguenze mediche quali: vene cicatrizzate o collassate, tracce di buchi vecchi e nuovi, ascessi, gonfiore e arrossamento di cute e mucose, dolori muscolari alla schiena e alle gambe, malattie epatiche e renali, complicazioni ai polmoni. Ovviamente, la condivisione delle siringhe può comportare malattie infettive quali: epatite B e C, AIDS ed una varietà di altri virus trasmessi attraverso il sangue che poi i drogati possono passare ai loro partner sessuali ed ai loro figli.

L’overdose consiste in una assunzione eccessiva della sostanza. I suoi sintomi principali sono: perdita di coscienza, pupille a spillo, colorito bluastro, respiro molto rallentato.
In tal caso bisogna chiamare l’ambulanza o portare direttamente il soggetto al pronto soccorso. Il farmaco utilizzato per l’overdose è il Narcan che spesso risolve la situazione rapidamente.

La disintossicazione consiste nell’eliminazione graduale dall’organismo della sostanza da cui si è dipendenti e nel superamento della sintomatologia da astinenza. Essa è una fase di passaggio ed è utile solo se accompagnata da un trattamento a lungo termine.

Il metadone è un farmaco sostitutivo i cui effetti sono simili all’eroina e viene utilizzato nei trattamenti farmacologici della dipendenza. Prescritto adeguatamente non è intossicante o sedativo e quindi non interferisce con le normali attività quotidiane. Esso si assume per via orale ed è in grado di sopprimere i sintomi dell’astinenza per una durata che va dalle 24 alle 36 ore, quindi i pazienti necessitano di una sola somministrazione giornaliera, al contrario dell’eroina che deve essere assunta più volte nell’arco della giornata. Il metadone è un farmaco sicuro anche con un utilizzo superiore a 10 anni e dovrebbe essere associato a terapie comportamentali, comunità od altri servizi di appoggio. Se assunto in eccesso o in combinazione con altri oppiacei, a tranquillanti ed ipnotici, ad alcol diventa pericoloso dato che produce un potenziamento degli effetti indesiderati, sia del metadone, che delle altre sostanze e, nell’assunzione fortemente in eccesso si può avere collasso cardio-circolatorio, arresto cardiaco, morte.

Inalanti

Cosa sono
Gli inalanti sono sostanze volatili i cui vapori chimici possono essere inspirati per provocare un effetto psicoattivo o uno stato di alterazione mentale.
Essi vengono classificati in quattro categorie – solventi volatili, aerosol, gas e nitriti – all’interno delle quali vi rientrano diverse sostanze tra cui: colle, colori e vernici, kerosene, gas delle bombolette spray, diluenti per vernici, smalti, benzine, lacche,…
Tali prodotti sono economici e facilmente reperibili in quanto liberamente commercializzati.
I solventi volatili sono liquidi che evaporano a temperature ambientali e includono la colla, il combustibile per accendini, i solventi delle vernici, la benzina, il gas di scarico.
Gli aerosol sono nebulizzatori che contengono propulsori e solventi e includono le lacche per capelli, i deodoranti, le vernici spray.
Tra i gas abbiamo gli anestetici usati in ambito medico, come ad esempio l’etere e il “gas esilarante”, e i gas che si usano in prodotti domestici o commerciali.
I nitriti volatili comprendono invece il nitrito d’amile (contenuto in farmaci per malattie cardiache) e il nitrito di butile (componente di alcuni deodoranti per ambiente).

Effetti
I vari inalanti sono usati per le loro proprietà euforizzanti e quasi tutti, ad eccezione dei nitriti, producono un effetto piacevole deprimendo il sistema nervoso centrale (SNC).
L’abuso di sostanze volatili produce effetti simili a quelli delle sostanze ipnotico-sedative e, mentre piccole dosi producono euforia, eccitazione e disturbi del comportamento simili a quelli prodotti dall’alcol, dosi maggiormente elevate danno effetti meno piacevoli e più pericolosi, come allucinazioni visive e uditive.

Sintomi sgradevoli possono essere:
agitazione, aggressività, apatia
sonnolenza, letargo, riflessi rallentati
tremori
confusione
debolezza muscolare
mal di testa
crampi addominali
irritabilità
nausea e vomito con rischio di disidratazione.

L’assunzione di un inalante può essere rivelata dai seguenti sintomi:
alito odoroso
pronuncia indistinta
mancanza di coordinazione motoria
rallentamento psichico
residui delle sostanze sulle mani, sul viso e sugli indumenti
rigonfiamento degli occhi e congiuntiviti
aumento della salivazione
eritemi attorno al naso e alla bocca
ipersensibilità alla luce e visione doppia
alterazione del giudizio e della capacità critica, impulsività
rigidità muscolare e motoria

Rischi
Il rischio maggiore è la morte istantanea che può essere provocata da aritmia cardiaca, asfissia, soffocamento.

*L’uso cronico può determinare: *
perdita di peso
debolezza muscolare, disorientamento
mancanza di attenzione e coordinazione
irritabilità e depressione
incapacità a coordinare il pensiero
tolleranza e dipendenza psichica

L’abuso prolungato di inalanti produce, infatti, danni a zone del cervello che si occupano del controllo cognitivo, motorio, visivo ed uditivo. Inoltre, possono provocare seri danni a fegato, reni, cuore e polmoni.
Con l’utilizzo giornaliero, può instaurarsi la tolleranza e, la brusca sospensione di queste sostanze, può dar luogo a un’astinenza simile a quella che si verifica negli alcolisti.

Il soggetto intossicato da inalanti va portato in un ambiente tranquillo e arieggiato; bisogna parlargli in modo calmo e rassicurante. Dopo circa 5-20 minuti dall’ultima inalazione, se non sono state assunte altre droghe o alcol, il soggetto tornerà sobrio.

Ketamina

Cos’è
La ketamina fu sintetizzata nel 1962 e da allora si utilizza come anestetico sia in medicina che in veterinaria; negli ultimi anni si è diffusa nella scena dei rave-parties, dov’è stata riciclata come allucinogeno/anestetico (spesso per sedare la frenesia lasciata da altre sostanze). All’origine si presenta come un liquido molto simile all’acqua, che viene poi riscaldato per ottenere una polvere biancastra da sniffare. Alle feste viene spacciata in entrambe le forme, e il liquido può essere anche bevuto o iniettato intramuscolo, aumentando però moltissimo il rischio di overdose (le informazioni che seguono riguardano perciò l’assunzione nasale: le altre sono comunque da evitare!). Ad uso personale è stata da poco resa sostanza illegale e viene considerata una droga pesante come l’eroina, la cocaina o le anfetamine. Il possesso per uso personale comporta sanzioni amministrative valutate dal giudice caso per caso: sospensione della patente, del passaporto ecc. La vendita, l’acquisto e il possesso per uso non personale sono reati puniti con la reclusione da 8 a 20 anni e la multa da 25.000 euro a 250.000 euro (circa) ; per grandi quantità l’arresto è obbligatorio.

Effetti
La keta sale in circa 10/15 minuti e agisce per un’ora circa (anche di più se prima si è assunto qualcos’altro). A differenza delle altre droghe in circolazione non regala ne’ piacere fisico, ne’ buon umore, ne’ energia: il suo effetto anestetico/dissociativo si potrebbe riassumere come un progressivo distacco della mente sia dal corpo che dalle emozioni, tanto più potente quanto più è forte la dose; tale distacco rende una percezione di sé stessi e della realtà paradossalmente tanto lucida quanto allucinata, tanto alienante quanto accomodante. Già con 30-40mg i suoni e le immagini paiono distorcersi e frammentarsi ritmicamente; essendo un effetto assolutamente singolare, anche consumatori abituali di allucinogeni sono stati presi da profonde crisi di panico. Andando oltre si perde progressivamente il senso del tatto, del tempo, delle cose e della propria identità, e si ha la sensazione di essere trascinati fuori dal proprio corpo fino a raggiungere, attraverso una sorta di viaggio extradimensionale (80-120 mg), la cosiddetta near death experience, una specie di morte apparente vissuta ad occhi aperti. Tra gli effetti secondari ci sono vertigini, difficoltà/incapacità di parlare, freddo, prurito, diarrea. Inoltre, tirare ketamina quasi annulla gli effetti degli stupefacenti presi in precedenza (ma NON il “down” che lasciano). paura della morte: un “viaggio” pesante di K è spesso vissuto come guardare la morte in faccia, un’esperienza che può essere veramente traumatica per chiunque e soprattutto per chi ha già problemi esistenziali.

I rischi e la riduzione del danno
Freddo e vomito: assumere ketamina fa abbassare la temperatura del corpo e può provocare nausea: farlo lontano dai pasti e in un luogo caldo riduce questi rischi incidente e insensibilità al dolore: in ketamina si perdono il senso dello spazio e dell’equilibrio nonché della realtà, e oltre certe dosi è impossibile anche solo camminare o rendersi conto di essere in mezzo a una strada; inoltre, l’effetto anestetico può fare ignorare ferite o contusioni anche gravissime: è tristemente famosa la morte di un ragazzo che si incamminò verso un lago sprofondandoci senza rendersi conto di annegare. L’unica maniera per non farsi male, quindi, è stare seduti o sdraiati in un posto tranquillo, meglio se con una persona fidata che controlla cosa succede, senza maneggiare oggetti taglienti o anche solo un semplice accendino… iniezione: iniettarsi uno stupefacente è la maniera più diretta per andare in overdose. A differenza di altre droghe, tra l’altro, iniettarsi ketamina non ne aumenta l’effetto ma lo rende solo più immediato, esponendosi inutilmente al rischio di infezioni anche letali (AIDS, Epatiti, etc..). alcool/mix: la K è pericolosissima se mescolata con alcool, barbiturici, eroina o altre sostanze che deprimono il sistema respiratorio. dose/overdose: una riga di keta è in genere un terzo/un quarto di una riga di coca o di speed, perché il suo effetto è molto più concentrato. Se si prova per la prima volta è meglio prenderne circa la metà di chi la usa abitualmente, perché l’effetto è molto più potente. Tirarne una piccola riga aspettando almeno 30 minuti per valuntarne l’effetto, riduce sensibilmente il rischio di una crisi respiratoria anche mortale. danni nel tempo: col tempo si sviluppa assuefazione alla keta, ovvero bisogna usarne sempre di più per ottenere gli stessi effetti: l’uso frequente e continuato, tra l’altro, danneggia seriamente il cervello e genera una pericolosa dipendenza psicologica socialmente distruttiva. sniffo: per tirare col naso si usa una cannuccia pulita e personale, in modo da evitare malattie anche gravi come l’epatite ed evitare di trasmetterle compagnia: chi assume keta può raggiungere uno stato simile al coma; anche se innocuo, può far preoccupare moltissimo le persone che lo circondano. Bisogna subito controllare il polso e il respiro: se sono regolari entro mezz’ora/un’ora lo “zombi” dovrebbe risvegliarsi dal torpore, ma se si hanno dei dubbi occorre chiamare subito personale medico qualificato o il 118 per scongiuare il rischio di un’ overdose mortale. Va da sé che, in tale stato, chi è circondato da “cattive” compagnie rischia di risvegliarsi denudato di tutto! scambio con l’acqua: una bottiglia di ketamina è in tutto e per tutto uguale a una bottiglia d’acqua: se si dimentica in giro rischia di essere bevuta da chiunque, con esiti anche mortali! cuore: siccome può dare forti alterazioni al battito cardiaco, la sostanza è rischiosissima per chi soffre di problemi cardiaci.

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Oppio

Cos’è
L’oppio si ricava dal cosiddetto papavero sonnifero e da esso si sintetizza sia la morfina che l’eroina. Di solito si compra sotto forma di una pasta scura e appiccicosa, da fumare in apposite pipette, bere in un infuso o inalare tramite riscaldamento sopra carta stagnola; mangiarla o assumerla in “supposta” può causare epatiti ed altre gravi forme virali. Se fumato/inalato i suoi effetti sono stordenti, immediati e si esauriscono in circa mezz’ora; se ingerito invece salgono molto più lentamente (anche dopo 2 ore), sono più avvolgenti, soffusi e possono durare anche 6-8 ore.

Effetti
Un effetto spesso ricercato, quello allucinogeno, è in realtà assai leggero e sporadico; assumere oppio dà piuttosto un profondo senso di relax al corpo e alla mente (rallentano il respiro, i movimenti, le parole…), provocando sia un intenso e diffuso piacere fisico che un profondo sentimento di serenità interiore: da una parte i sensi intorpidiscono, le emozioni si ammorbidiscono, i desideri (anche sessuali) si placano
e molti problemi sembrano svanire; dall’altra ci si sente comunque mentalmente lucidi, nei primi minuti addirittura carichi ed euforici… Un aspetto molto rischioso di questa droga sta proprio nell’eccessiva tranquillità che infonde, tale da far facilmente ignorare pericoli e situazioni al di sopra delle proprie capacità, anche se apparentemente percepite. Effetti secondari sono prurito, nausea, pupille a spillo e momentanee sensazioni di freddo; i maschi possono anche sperimentare una dolorosa permanenza dell’erezione. È sempre presente una certa sonnolenza, che di solito porta al sonno; fino a 2-3 giorni dopo il risveglio si è colti da un certo senso di insoddisfazione per le cose, di noia, a volte di vera e propria momentanea depressione… è una specie di piccola crisi d’astinenza: se non si ha la pazienza di aspettare che questa svanisca e si assume altro oppio, molto velocemente si raggiungerà la dipendenza, che per questa sostanza è particolarmente grave e difficile da superare.

Dipendenza
L’oppio è pericoloso soprattutto perchè viene velocemente tollerato dal corpo (quindi bisogna usarne sempre di più con effetti sempre più scarsi) e porta ad una dipendenza sia fisica che psicologica molto forte: questa si manifesta con una graduale perdita di interesse per le proprie passioni (depressione, noia, apatia), difficoltà nel stare con gli altri (incomunicabilità, emarginazione) e a vivere il sesso (gli uomini diventano col tempo impotenti mentre alle donne può arrestarsi il ciclo).
Ecco alcuni involontari metodi per diventare oppiomani: prendere oppio per sentirsi meglio; credere di poter gestire l’assuefazione che provoca; assumerne per affrontare/superare momenti difficili; usarlo contro la noia o per divertirsi di più; comprarne grossi quantitativi (vedi punto 2)

Qualche consiglio
Se non vuoi vomitare: cerca di prenderlo a stomaco vuoto, di non bere alcool e di aspettare almeno 3 ore prima di mangiare qualcosa se vuoi mangiarlo senza rischiare l’epatite o altre intossicazioni alimentari, fallo prima bollire in acqua per 4-5 minuti se non vuoi rischiare di morire per overdose o coma etilico, non accompagnarlo a superalcoolici, e assumi pochi alcoolici in genere poiche’ gli effetti delle due sostanze di sommano anche se puo’ far sentire lucidi, l’oppio rallenta molto i riflessi: finche’ non e’ passato il suo effetto non guidare o far qualsiasi cosa che richieda prontezza di riflessi se intendi usarlo per calmare il cattivo umore che ti hanno lasciato altre droghe, ricorda che finito l’effetto starai ancora peggio se sei con persone di cui non ti fidi fa’ attenzione: potrebbero approfittare del tuo stato mentale alterato! le scorie di scarto che rimangono dopo la fumata sono molto tossiche, buttale.

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